Pochi produttori hanno protetto la propria mitologia come Kenny Dixon Jr. Per anni si è fatto fotografare poco, ha concesso interviste col contagocce, ha pubblicato dischi che uscivano senza spiegazioni su etichette sue. Eppure Moodymann — questo il nome con cui lo conosce il mondo — è da trent’anni uno dei punti fermi della musica di Detroit, là dove house, techno, soul e disco smettono di essere generi separati.
Portato a Detroit a tre settimane di vita e cresciuto tra le piste di pattinaggio e il jazz club del nonno, Dixon ha iniziato costruendo beat hip hop prima di trovare la sua strada. Nel 1994 ha fondato la KDJ, e più tardi la Mahogani Music: due etichette con cui ha sempre rifiutato le major, per tenere il controllo e, dice lui, per lasciare i soldi nel quartiere. La sua musica è fatta così, di scelte quasi politiche mascherate da groove.
Il suono è inconfondibile. Moodymann costruisce i suoi brani campionando soul e disco — Stevie Wonder, Marvin Gaye, gli Chic, il gospel delle chiese nere — e li rimonta lasciando dentro il fruscio, le voci rubate, l’imperfezione. È una house calda e sporca, spesso suonata con strumenti veri, dove il ballo non cancella mai la malinconia. Dischi come “Silentintroduction” (1997), “Mahogany Brown” (1998) o il più recente “Taken Away” (2020) sono lezioni su come si possa far muovere un corpo e commuoverlo nello stesso pezzo.
Attorno al musicista c’è l’uomo di Detroit fino al midollo: dal 2007 organizza il Soul Skate, raduno di pattinaggio a rotelle che è insieme festa e dichiarazione d’identità, e negli anni la sua figura è diventata materia da documentari e persino da videogioco, con una comparsata da dj in “Grand Theft Auto Online”. Sempre alle sue condizioni, sempre con un piede fuori dai riflettori.
A Roma è arrivato nell’estate 2025 per il SUPERAURORA, il festival firmato Alcazar Live che si è svolto nella pineta di Castel Fusano, al Parco di Castello Chigi. Gli è toccata la chiusura, la domenica, in coppia con Claptone: un finale affidato a chi la pista la sa portare per le lunghe, senza fretta, come si fa nei posti dove la notte non guarda l’orologio. E poiché Dixon si concede al pubblico europeo con parsimonia, alternando house profonda e 45 giri soul secondo un copione che non annuncia mai, ritrovarlo su un palco romano non era affatto scontato. Il modo migliore per capire perché, a Detroit e non solo, il suo nome si pronunci con un certo rispetto.
Moodymann ha chiuso il SUPERAURORA 2025 — il festival firmato Alcazar Live — domenica 22 giugno 2025, nella pineta di Castel Fusano.