Il Funk Fuori scala
La prima cosa che si nota di Dywane Thomas Jr. è il basso: tenuto al contrario, da mancino che imbraccia uno strumento per destri girato sottosopra — un vezzo mutuato da Albert King — ricoperto di nastro adesivo colorato, con un calzino infilato sulla paletta. La seconda cosa è il suono, e lì la faccenda si complica. Perché MonoNeon — Il suo nome d’arte — suona di proposito “stonato”: pochi centesimi fuori dal temperamento equabile, microtoni, quarti di tono che a orecchie abituate sembrano errori e invece sono il cuore del suo linguaggio.
Cresciuto a Orange Mound, quartiere storico di Memphis, viene da una famiglia di musicisti: il padre bassista con i Bar-Kays, il nonno pianista jazz. Il funk e il soul del Sud gli scorrono addosso da sempre, ma a Berklee ha incrociato la microtonalità e ha deciso di forzarne i confini. Ne è uscita una formula che lui stesso chiama “microtonal southern soul”: groove grassi e riconoscibilissimi, attraversati però da intonazioni oblique, bending estremi, ornamentazioni prese in prestito dalla musica indiana. Un errore trasformato in metodo, letteralmente: MonoNeon raccoglie le stecche e le note sbagliate e le rilancia come materiale, invece di correggerle.
Il grande pubblico lo ha scoperto grazie a Prince: MonoNeon è stato l’ultimo bassista ingaggiato dall’artista di Minneapolis prima della morte, nel 2016, e ha suonato con lui a Paisley Park al fianco di Judith Hill. Ma la sua storia non si esaurisce lì. Ha vinto un Grammy nel 2021 per il lavoro su “King’s Disease” di Nas, ha inciso sul postumo “Circles” di Mac Miller, ha collaborato con Jacob Collier e con un patriarca del funk come George Clinton. In parallelo pubblica dischi a ritmo forsennato, quasi tutti autoprodotti, riversati su YouTube senza troppi filtri.
C’è poi il personaggio, inseparabile dalla musica: colori ad altissima visibilità, maschere all’uncinetto, un’estetica che lui riconduce apertamente al dadaismo e all’idea di readymade. Sotto la buffoneria apparente si nasconde però uno dei musicisti più studiati della sua generazione, di quelli che gli altri bassisti guardano al rallentatore per capire cosa diavolo stia facendo con le dita.
MonoNeon ha suonato all’Alcazar Live il 20 novembre 2021, presentando il suo “Basquiat & Skittles Album”. È poi tornato a Roma il 14 novembre 2024 per la serata Alcazar × Monk, ospitata al Monk.