Aurora De Gregorio ha registrato il suo primo disco quasi in isolamento, nella campagna salentina tra Lecce e San Cataldo, e in qualche modo si sente. “Aritmia”, uscito nel 2025 sotto il nome di Lauryyn, è un album che respira in modo irregolare per scelta: l’ultima traccia si chiude sulle fusa del suo gatto, dettaglio che dice parecchio di come è stato costruito, dall’interno e senza la fretta di piacere subito.
Cresciuta in Salento e poi trasferitasi a Milano, Lauryyn arriva da un ascolto preciso — soul, R&B, black music — filtrato però attraverso qualcosa di molto radicato: la tradizione vocale femminile del Sud, quel canto che sta a metà tra il lamento e la festa. Prodotto da Filippo Bubbico, “Aritmia” tiene insieme le due anime, elettronica calda e scrittura d’autore, in dieci brani che raccontano l’instabilità senza trasformarla in posa. Lei descrive la propria generazione come “vulnerabile, confusa ma anche consapevole”, e il disco suona esattamente così.
È un esordio che ha fatto rumore nei posti giusti: “Aritmia” è finito tra i cinque finalisti delle Targhe Tenco 2025 come miglior opera prima, riconoscimento che in Italia pesa più di molte classifiche. Non male per una voce che fino a poco prima circolava soprattutto tra gli addetti ai lavori.
Quando cita i suoi riferimenti — Sampha e Solange fuori dai confini, Marco Castello, Joan Thiele e La Niña in Italia — disegna bene il proprio territorio: una canzone che non ha paura del groove ma nemmeno della fragilità. Dal vivo il progetto “Aritmia” gira tra club e festival con una band che ricuce le trame elettroniche del disco in qualcosa di più fisico, e la voce, lo strumento attorno a cui è costruito tutto, smette di essere levigata per farsi più diretta.
Lauryyn è all’Alcazar il 29 gennaio 2026 con il live di “Aritmia” e il 10 aprile 2026 sul palco di DJ Gruff, tappa romana del tour “O tutto o niente”.