I suoi genitori partirono dall’Italia alla fine degli anni Settanta per rifarsi una vita in Canada, e lui è nato lì, gemello, cresciuto nei sobborghi di Toronto. Bruno Belissimo, invece, il tragitto l’ha rifatto al rovescio: a ventisei anni ha mollato l’Ontario ed è tornato in Italia. È una storia che spiega parecchio della sua musica, sospesa fra due immaginari — la disco d’oltreoceano e quella nostrana — senza appartenere del tutto a nessuno dei due.
Prima di firmarsi con il proprio cognome era soprattutto un bassista, anche se la musica se l’era trovata addosso presto: da bambino cantava in un coro di chiesa. Da ragazzo, con una borsa di studio al Royal Conservatory of Music di Toronto, aveva studiato contrabbasso e composizione; quella disciplina si sente ancora oggi nel modo in cui costruisce le linee di basso, che nei suoi pezzi non sono un tappeto ma il motore vero e proprio. In Italia ha suonato parecchio, ha fatto parte dei Low Frequency Club e ha imbracciato il basso nel tour di “Egomostro” di Colapesce, nel 2015.
Il progetto solista nasce poco dopo. Con l’etichetta Locale Internazionale, che ha contribuito a fondare, pubblica nel 2014 il primo singolo, “Ethiopia/Galaxy”, e nel 2016 l’album che porta il suo nome. Da lì in avanti la traiettoria diventa riconoscibile: falsetti, drum machine, un gusto per l’italo-disco e il funk elettronico che non è citazione da museo ma materiale vivo, rimesso in circolo. Arrivano “TUCKER” (2020), “Maison Belissimo” (2021) e “Questo disco me lo comprerei” (2023), titolo che dice bene la sua ironia da autarchico del groove.
Cantato ora in italiano ora in inglese, il suo repertorio gioca con una nostalgia tutta contemporanea: synth caldi, ritmiche da pista, testi che sfiorano il ridicolo e il malinconico nello stesso verso. Dal vivo Belissimo il basso lo tiene in mano, e la differenza si nota: quello che su disco potrebbe sembrare un esercizio di stile diventa una cosa fisica, ballabile, con l’impronta di chi ha passato anni sullo strumento prima di metterci sopra la voce. C’è poi un versante meno battuto: Belissimo ha messo su uno studio, FUTURO, dove lavora a colonne sonore, sound design e installazioni, e quella cura per il dettaglio sonoro torna anche nei pezzi più smaccatamente da pista.
Bruno Belissimo all’Alcazar Live, 30 settembre 2022; e nell’estate 2023, con una tappa fuori porta a Favignana.